Oltre le mura: istituzioni, professioni e università insieme per il futuro dell’ex carcere di San Sebastiano

Data:
22 Luglio 2026

La Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Sardegna, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Sassari, hanno partecipato all’iniziativa promossa dall’Agenzia del Demanio in vista del concorso di progettazione per la rigenerazione dello storico complesso

Restituire valore a un luogo significa, prima di tutto, immaginarne il futuro.

Con questo spirito si è svolta oggi, 22 luglio 2026, all’interno dell’ex carcere di San Sebastiano, l’iniziativa “Oltre le mura – Ex Carcere di San Sebastiano. Verso il concorso di progettazione”, promossa dall’Agenzia del Demanio, con il supporto del Comune di Sassari.

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per condividere idee, visioni e strategie sul futuro di uno dei luoghi più significativi della città, consentendo peraltro ai partecipanti di accedere direttamente alla struttura e di conoscerne gli spazi, la storia e le potenzialità.

Nella suggestiva rotonda centrale dell’ex istituto penitenziario si è sviluppato un confronto diretto e propositivo tra istituzioni, rappresentanti delle professioni tecniche e mondo accademico, chiamati a riflettere sui temi della tutela, del riuso, della sostenibilità e della compatibilità tra le nuove funzioni e la memoria storica del complesso.

L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Sassari è stato rappresentato dal presidente Massimiliano Sanna, mentre la Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Sardegna è intervenuta attraverso il presidente Lorenzo Corda.

La partecipazione delle rappresentanze professionali ha confermato il ruolo centrale della cultura del progetto nei processi di rigenerazione del patrimonio pubblico: un approccio nel quale tutela e innovazione, sicurezza e accessibilità, sostenibilità e qualità architettonica devono essere affrontate attraverso competenze multidisciplinari e una visione condivisa.

Per i saluti istituzionali sono intervenuti:

Giuseppe Mascia, sindaco di Sassari;

David Foddanu, presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Sassari;

Massimiliano Sanna, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Sassari;

Lorenzo Corda, presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Sardegna.

L’introduzione ai lavori è stata affidata a:

Gianluca Palla, direttore regionale Sardegna dell’Agenzia del Demanio.

Sono quindi intervenuti:

Monica Stochino, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Sassari e Nuoro, con un contributo dedicato alla tutela del patrimonio culturale attraverso i suoi valori contemporanei e alla ricerca di nuove funzioni;

Caterina Giannattasio e Giovanni Battista Cocco, dell’Università degli Studi di Cagliari – DICAAR, sul rapporto tra carcere e città e sulla necessità di ripensare un luogo storicamente caratterizzato dalla separazione;

Bruno Billeci, dell’Università degli Studi di Sassari – DADU di Alghero, sul tema del riuso attento del patrimonio pubblico e del rapporto tra tutela e progetto;

Antonello Monsù Scolaro, dell’Università degli Studi di Sassari – DADU di Alghero, sui principi di sostenibilità e sulla compatibilità tra le nuove funzioni e la preesistenza storica;

Nicola Ligas, responsabile unico del progetto;

Silvio Persico, coordinatore del concorso di progettazione e direttore dell’esecuzione del contratto per l’Agenzia del Demanio – Direzione regionale Sardegna.

La mattinata si è conclusa con il dibattito, momento particolarmente significativo e partecipato.

Verso il concorso di progettazione

L’iniziativa ha accompagnato la presentazione del percorso che condurrà al concorso di progettazione per la realizzazione della Cittadella giudiziaria di Sassari, nell’ambito di un intervento del valore complessivo di circa 77 milioni di euro.

Secondo quanto illustrato nel corso dell’incontro, il concorso sarà articolato in due fasi: alla seconda accederanno le cinque proposte meglio classificate, che potranno essere ulteriormente sviluppate e perfezionate. Il progetto prevede la concentrazione degli uffici giudiziari cittadini, ma anche la realizzazione di un museo della memoria dedicato alla storia del carcere e di spazi destinati ad attività sociali e culturali aperte alla città.

Il percorso avviato rappresenta quindi molto più di un intervento di recupero edilizio. Rigenerare l’ex carcere di San Sebastiano significa affrontare in maniera coordinata questioni strutturali, architettoniche, impiantistiche, energetiche, urbanistiche e sociali, salvaguardando l’identità di un edificio profondamente legato alla storia di Sassari.

“Oltre le mura” ha offerto l’opportunità di costruire un dialogo concreto tra istituzioni, professionisti e università, nella consapevolezza che la qualità del progetto costituisca lo strumento principale attraverso il quale il patrimonio pubblico può essere tutelato, trasformato e restituito alla comunità.

Recuperare San Sebastiano non significa soltanto intervenire su un edificio, ma restituire alla città un luogo rimasto per lungo tempo chiuso e separato dal tessuto urbano, trasformandolo in una nuova risorsa pubblica, capace di custodire la memoria del passato e di accogliere le funzioni del futuro.

Come ha efficacemente sottolineato il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Sassari, Massimiliano Sanna: «Un luogo che ha svolto la funzione di rieducare e reinserire nella società le persone condannate sarà, a sua volta, reinserito nel tessuto sociale della città».

AP